martedì 18 gennaio 2011

Indignatevi!

Stéphane Hessel ha oggi 93 anni. Nato a Berlino nel 1917 da una famiglia ebrea, si trasferì in Francia nel 1925 per essere naturalizzato francese nel 1939. Chiamato alle armi, fu fatto prigioniero. Riuscì ad evadere e a raggiungere il generale De Gaulle a Londra.

Nel 1944 rientrò in Francia per prendere parte alla lotta di liberazione. Nuovamente arrestato, fu deportato a Buchenwald e di nuovo riuscì a scappare per poi raggiungere le truppe americane.

Nel dopoguerra partecipò, presso l’Onu, alla redazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Alla fine del 2010 ha pubblicato, presso un piccolo editore (Indigène éditions), un volumetto dal titolo Indignez-vous ! (Indignatevi!), che nel giro di poco tempo ha venduto 500.000 copie. 32 pagine al prezzo di 3 euro.

Questo anziano signore si appella all’indignazione morale contro un mondo dominato dalla finanza e da una politica che sembrerebbe essersi definitivamente separata dall’etica; contro un mondo in cui è sempre maggiore la distanza tra ricchi (sempre più ricchi) e poveri (sempre più poveri).

Invita i giovani a rifondare le società, nella forma di una «insurrezione pacifica» e sulla base di quegli stessi valori che hanno guidato la lotta contro i fascismi sul finire del secondo conflitto mondiale e l’emancipazione delle colonie negli anni Sessanta del Novecento: la giustizia sociale, la libertà, l’uguaglianza, la volontà di far prevalere l’interesse generale sugli interessi particolari.

La motivazione di fondo della Resistenza – dice Hassel – fu l'indignazione.

[L'immagine riproduce la copertina del quotidiano francese «Libération» del 30 dicembre 2010.]