venerdì 28 giugno 2013

Alessandro Mari, Troppo umana speranza

Domenica 30 giugno 2013, alle ore 16, presso la Casa Paolo VI, in piazza Mazzini a Cardano al Campo, interverrà lo scrittore

Alessandro Mari

per parlare del suo romanzo

Troppo umana speranza

(Feltrinelli, 2011).

Il romanzo racconta la vicenda di Colombino, un «menamerda» dell'Alto Milanese (di Sacconago, per la precisione), che attraversa la penisola negli anni in cui, tra il 1839 ed il 1848, il sentimento nazionale inizia a prendere le forme di un progetto politico.


Per informazioni, clicca qui.





mercoledì 19 giugno 2013

Esame di Stato 2013: Prima prova

Nella sezione Esami di Stato di questo blog, trovate le tracce della Prima prova di oggi, 19 giugno 2013.

domenica 16 giugno 2013

Non ci basta più studiare le cose sui libri...

Il corsivo di Luca De Biase apparso oggi, domenica 16 giugno, su «Nòva», supplemento del «Sole 24 Ore», è dedicato agli esperimenti condotti da Sugata Mitra per ridisegnare gli ambienti di insegnamento e di apprendimento. Alla base del progetto di Mitra, avviato inizialmente nelle periferie degradate delle megalopoli indiane, c’è un’idea di apprendimento fondato sull’esperienza, sull’autonomia e sulla libertà dello studente (Self Organized Learning Environment). Ciò non significa, evidentemente, che in una tale visione educativa la figura dell’insegnante sia destinata a divenire superflua o inutile (come lo stesso professore dell’Università di Newcastle ha ribadito in diverse interviste).
Ha ragione De Biase quando sostiene che «cambiare la scuola non vuol dire cambiare i libri di testo. Vuol dire ridisegnare l’ambiente che accompagna l’apprendimento: i libri, i supporti, le aule, il rapporto con i docenti e il contesto sociale, urbano, economico». Dovremmo chiederci come mai la nostra scuola fatichi così tanto a modificare pratiche routinizzate, fondate ancora, prevalentemente, sulla mera trasmissione di informazioni, secondo un modello educativo che De Biase definisce «ottocentesco». Eppure fu proprio nella cultura italiana ottocentesca che maturò una idea dell’insegnare e dell’apprendere che sembra anticipare (e di molto) ciò che oggi sperimenta con successo Sugata Mitra. Mi riferisco ad Aristide Gabelli (1830-1891), il quale sosteneva che compito della scuola dovesse essere quello di «formare lo strumento testa» e che le conoscenze dovevano coniugarsi con «l’assiduo esercizio della riflessione che vuol essere adoperata nella ricerca, nell’esame e nel giudizio dei fatti». Penso a Maria Montessori (1870-1952), il cui metodo potrebbe essere sintetizzato nella dichiarazione del bambino diventato protagonista dell’esperienza educativa: «aiutami a fare da solo». Penso anche a Francesco De Sanctis (1817-1883), sostenitore del metodo critico e sperimentale su cui si fonda la stessa conoscenza scientifica. Vale la pena di rileggere ciò che scriveva un secolo e mezzo fa:
«Non ci basta [più] studiare le cose sui libri; vogliamo guardarle nel vivo della natura; prendiamo gusto all’osservazione, alle esplorazioni, all’esperienza; vogliamo il laboratorio anche nelle scienze dette spirituali, come nella filologia e nella giurisprudenza; siamo noi laboratorio a noi stessi, persuasi che il maestro non ci dà la scienza bella e fatta; la scienza vogliamo cercarla ed elaborarla noi, vogliamo vederla non come è fatta ma come si fa».

[Nella foto: Francesco De Sanctis.]


mercoledì 12 giugno 2013

Ho sentito dire che non volete imparare niente...

Bertolt Brecht (1898-1956).

Ho sentito che non volete imparare niente.
Deduco: siete milionari.
Il vostro futuro è assicurato – esso è
davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
hanno fatto sì che i vostri piedi
non urtino nessuna pietra. Allora non devi
imparare niente. Così come sei
puoi rimanere.
E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
come ho sentito, sono insicuri
hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
ciò che devi fare affinché stiate bene.
Essi hanno letto i libri di quelli
che sanno le verità
che hanno validità in tutti i tempi
e le ricette che aiutano sempre.
Dato che ci sono così tanti che pensano per te
non devi muovere un dito.
Però, se non fosse così,
allora dovresti studiare.


domenica 9 giugno 2013

Gli studenti del «Cairoli» commemorano la battaglia del San Martino

Ieri, domenica 9 giugno 2013, gli Studenti della Classe Terza, sez. E, del Liceo classico «E. Cairoli» di Varese, hanno pronunciato il discorso commemorativo in occasione del 70° anniversario della battaglia del San Martino, nel territorio di Duno (Varese).

Potete leggere il resoconto della giornata ed il testo del discorso cliccando qui.


venerdì 7 giugno 2013

Celebrazione della battaglia del San Martino

Domenica 9 giugno 2013, alle ore 9,30, presso il monte San Martino, nel territorio del Comune di Duno (Varese), verrà celebrato il

70° anniversario della Battaglia del San Martino.

Il discorso ufficiale sarà pronunciato dagli Studenti della Classe Terza, sez. E, del Liceo Classico «E. Cairoli» di Varese.

Per scaricare il programma della manifestazione, clicca qui.

Per avere informazioni sulla battaglia del San Martino, puoi visualizzare questa pagina.


domenica 2 giugno 2013

Illuminismo e architettura

Giovedì 6 giugno 2013, alle ore 17,45,
presso lo Spazio ScopriCoop, via Daverio 44,
in Varese,

l'architetto Benigno Cuccuru parlerà di

Architettura e illuminismo.

L'incontro è organizzato da Universauser, Varese.

[Nell'immagine: il progetto di Panopticon di Jeremy Bentham, 1791.]